Vecchie fabbriche

per chi è il solito romantico e subisce il fascino di questi grandi edifici di un tempo recente che fu, e per chi ama l’avventura e la scoperta, aggirandosi per la vera anima di una grande capitale….

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DSCN1887Punto forte del tour guidato è senza dubbio l’isola di Csepel, l’ex il cuore rosso e operaio della Budapest socialista,  le industrie pesanti ungheresi nel “quartiere delle fabbriche“, facilmente accessibile,  in cui aggirarsi quasi liberamente tra decine di grandi edifici industriali in mattoni rossi, che lentamente cercano di trovare una nuova funzione.. e già che ci siamo curiosare anche per il resto dell’isola con le statue publbiche e l’atmosfera anni 50..

gizella-gozmalom.1960se sulla via del ritorno fermarsi a Ferencvaros per vedere i resti e la riqualificazione dei 5 grandi mulini di Budapest che contribuivano a rendere alla fine dell’800 Budapest  la seconda città al mondo per produzione  di farina (dopo Minneapolis!)… e la spettacolare centrale elettrica dall’altra parte del Danubio, con grande vista sul porto artificiale lí di fronte..

Ganz gepgyar konyves kalman korut (2)un altro gruppo di fabbriche affascinanti sono gli enormi capannoni  della Ganz, dove costruivano ponti, locomotive, tram ed ora occupati dagli anni 80 dai grossisti cinesi vuoti e mastodontici con ancora evidenti le carrucole e i ponteggi, mentre cinesi e vietnamiti gestiscono il più grande mercato cinese dell’est europa, che si estende come un labirinto sotto tetti bassi di lamiera sull’altro lato della strada nell’ex prima stazione ferroviaria della città….

ex fabbriche Ganz

ex fabbriche Ganz

ex fabbriche Ganz

ex fabbriche Ganz

e poi andare a Buda verso gli altri grandi stabilimenti della Ganz, sezione elettrotecnica, ultimi proprietario la nostra Ansaldo ed ora trasformati in centro commerciale e parco culturale postmoderno, ma in cui un edificio è ancora rimasto in piedi, vuoto e con i vetri rotti adibito a parcheggio e in ultimo visitare il piccolo museo della fonderia dove Ganz iniziò le sue fortune.

000_1708qualche fermata di metro leggera e si arriva nell‘isola dei cantieri navali, che  ospita in Agosto il più grande festival all’aperto d’Europa, il Sziget festival, ma con ancora gli edifici inizio 900 dove si costruivano e assemblavano le grandi navi per la navigazione sul Danubio e manca ancora il lato nord, “la terra degli angeli” la zona industriale nata tra il Danubio e il viale Vaci, con l’enorme fabbrica Làng, monumento nazionale e le grandi statue bianche dei lavoratori col martello stretto in pugno..

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