i mercati coperti

Ecco un esempio di  un giro per i mercati coperti, i padiglioni sorti attorno al 1890, nel grandioso stile del tempo, quando Budapest era la città più dinamica  d’Europa… grandi spazi, volte alte, quasi più stazioni che mercati, Gare d’Orsay sul Danubio, meraviglie di vetri e ferro battuto, o mattoni e fregi, dove il tempo, il 900 pare essersi fermato, lì sotto le grandi cupole

Incredibilmente sono ancora in piedi, alcuni sono diventati lo splendido involucro di centri commerciali, altri hanno ancora con la loro funzione originaria, pieni di colore, aromi, sapori di stagione.. cestini di frutti di bosco, lamponi, ribes rossi e rosa spina, le onnipresenti mele rosse, i funghi dei monti Matra, tuberi mai visti, cipolle dell’orso e cipolle novelle, mille tipi di sottaceti, cetriolini, peperoni, giardiniere aspre o agrodolci, il csalamádè.., macellerie con salami e wurstel di 20 tipi, contadini che vendono latte e formaggi e ricotta, e il tejföl, la panna di latte che i magiari mettono dappertutto. Sono pieni di stand dove fare uno spuntino o fermarsi a mangiare all’ora di pranzo, un lángos, una specie di pasta fritta, su cui mettere formaggio molle grattugiato o una spennellata di salsa all’aglio, un kolbász, salsiccia arrosto con la mostarda o la torma, la salsa a base di rapa fermentata, o una cotoletta che galleggia su un fözelék, un passato di verdure; o una zuppa cremosa o come sempre qui nel centroeuropa… e sono spesso i migliori della città…e poi la gente, quella vera, contadini con strane palandrane o gonne rosse e fazzoletto in testa che vengono dalle campagne, i pensionati che si fermano a bere un caffè in un bicchierino di plastica o un goccetto di palinka, la fortissima grappa di pesche o prugne ungherese.

E utili per scoprire la città dato che, come si compete ad una piazza, dalla notte dei tempi, i mercati sono al centro della città o dei quartieri, facilmente raggiungibili con la BKV (la compagnia pubblica di trasporto, l’ATAC di Budapest) e quindi ottimi punti di partenza per gironzolare per la zona, anche attorno all’isolato tanto per farsi un’idea e si vede tanto..
Di certo iniziamo dal Nagycsarnok, il grande mercato, perchè è su tutte le guide, è alla fine della via pedonale per turisti Vàci utca, perché è il più turistico, il più facile da girare per uno straniero, ma anche è il più grande e spettacolare e ottimamente ristrutturato nel 1995. Ammirate prima dalla fermata del tram, il tetto di mattonelle colorate, come il museo di arti applicate, il capolavoro del liberty a Budapest e poi all’interno la spettacolare grandezza degli spazi, ferro, vetro, pirogranito in alto, eleganti ringhiere e archi in ferro. Secondo il suo architetto Samu Petz “un bell’edificio deve essere sia utile che armonioso” e con quest’opera si è avvicinato molto alla perfezione. Al piano terra c’è il mercato, un mercato vero e incredibilmente il più economico della città, e poi sopra i souvenir e gli stand dove mangiare. Girate per il mercato, fate spese, ovviamente evitate gli stand eleganti con ghirlande di paprika, gli ungheresi non ci vanno, solo i turisti, loro piuttosto cucinano con la paprika in polvere fine fine, a volte preziosa come le spezie, piccante, ma anche dolce, ingrediente essenziale per un gulyás, e cercate in fondo o negli stand laterali, dove c’è il latte dei contadini e i formaggi costano la metà.

Ma girate anche attorno, di fronte all’ingresso c’è Fovam tèr, piazza della dogana, questo era l’inizio della Pest settecentesca, quando Pest era un piccolo centro di commercianti cosmopoliti di fronte alla Buda reale e snob e conservatrice. Non c’erano ponti per andare a Buda, il primo fu costruito solo nel 1849, c’erano ponti di barche e servizio traghetti, qui a Fővám tèr arrivavano le merci da sdoganare lungo il Danubio. A sinistra c’è il Szabadság hìd, il ponte della Libertà, giusto ai due lati del ponte gli edifici imponenti che si fronteggiano dell’Università Tecnica ed Economica, BME; entrate, girate per i colonnati ampi e di marmo, potreste imbattervi nella grande statua di Marx Kàroly, Karl Marx a cui prima era intitolata l’universitá. Dall’altro lato del mercato c’è Pipa u., con 4-5 bar (bettole, birrerie, fate voi) uno dopo l’altro,2 o 3 sono posti carini, o se siete coraggiosi, i tipi da farsi una birra allo spaccio del porto, provate gli altri, le kocsma, vera public life ungherese, o continuate dritto fino ad arrivare a piazza, dove si respira ancora l’aria della Pest, port o fluviale del Danubio..

Qui sotto passerà la nuova linea della metropolitana, l’M4, e si potrà andare comodamente a Rákóczi tèr, dove c’è il prossimo mercato che vi consiglio. (per adesso possiamo prendere il tram, il 47 o il 49, con le sue carrozze storiche e i sedili in legno,scendere ad Astoria dopo due fermate e prendere un bus qualsiasi per due stop). Rákóczi tèr, fino a 10 anni fa era la piazza delle prostitute, quelle vere, non quelle  che adescano i turisti a Vàci utca.,  oggi Il mercato è lì, oltre i lavori n corso della metro, …… continua la lettura su http://www.vacanzefaidate.com/community/1395

e scrivimi per fare davvero queste visite per la città, per i mercati coperti o con gli altri percorsi suggeriti,

Scrivimi a laltrabudapest@gmail.com o chiamami allo 0036.30.3819053 (HUN) o al 328.0024194 (ITA)

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