l’altra Budapest + Lorenzo Linthout Capirossi

“Budapest.. città magnifica. Si sente ancora il sapore del vecchio Est. Amo l’Est …. ” Lorenzo è stato il primissimo ospite a richiedermi un tour individuale, uno di quei viaggiatori singoli che ho imparato essere persone sempre interessanti e belle da conoscere, veri viaggiatori, zaino in spalla con tanta voglia di conoscere posti nuovi.. Lorenzo poi era un fotografo professionista affascinato dal brutalismo, dalle geometrie della modernità e dall’archeologia industriale e il tour richiesto  era un tour particolare, il tour vecchie fabbriche. Ci siamo fatti, in questa incerta fase due, una bella chiacchierata online

Csepel granaio vecchie fabbriche

“….. In modo particolare c’era questo mastodontico edificio, un mammut, industriale ovviamente, non so se ricordi appena siamo arrivati si è alzata una marea di piccioni che sono volati.. non ho mai visto nulla di simile.. ciò che mi affascina di Budapest e di questo tour urbex è che è veramente rimasto cosi com’era…”

e ancora “certo, Praga è bellissima, ci sono stato due volte, subito dopo il crollo del muro, poi ci sono tornato nel 2013, è diventata una bellissima città a livello di Parigi, ma ha perso quella patina, cosa che invece si ritrova a Budapest e si ritrova nel tour che abbiamo fatto”

 

Eravamo a Csepel, il XXI distretto di Budapest, la grande zona industriale a sud della città nata alla fine dell’800 passata da sede di industrie belliche, alla riconversione, ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, agli oltre 30.000 addetti che ne fanno il cuore rosso, operaio della Budapest comunista.. ed oggi 242 edifici di mattoni rossi, tutti protetti come beni architettonici, solo in parte, dopo la privatizzazione selvaggia e il declino industriale dell’area negli anni 90, ancora sedi di attività industriali, per il resto le foto che vedete. Anche se Csepel è sempre in grande trasformazione, è un’area interessante dove si trovano dalle fabbriche di laminati allo Skyward (la galleria del vento verticale per permette di sperimentare, ogni giorno dell’anno, l’esperienza del volo)dall’omonomima fabbrica di biciclette (Csepel per l’appunto) alla grande centrale termoelettrica della città (degli svizzeri della Alpiq) agli studi dell’artista di grandi statue (per esempio l’aquila di 6 metri all’ingresso dello stadio del Ferencvaros, simbolo della squadra) Gabor Szoke..

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Queste sopra un po’ delle foto che ama fare (su Instagram per esempio seguitelo a @lorenzolinthout) modernismo e verticalità, amore per l’architettura e per il dettaglio, cieli e e allora non potevamo non parlare di città “la città è il mio palcoscenico” di suo rapporto con la città, specie in questi giorni di lockdown e città incredibilmente vuote) e ovviamente di fotografia, compresi piccoli e grandi consigli per tutti noi, (la regola aurea dei terzi: dividere la composizione in terzi, ad esempio per un paesaggio con la linea dell’orizzonte in basso se c’è un gran bel cielo da mostrare o anco più fondamentale: spendere 3 minuti in piu per fare la foto, e poi farne poche, anzichè perderne a casa 15 solo per scaricare tutte quelle inutili fatte, allo stesso soggetto statico magari) e anche libri del cuore del suo stile di fotografia (la scuola di Dusseldorf)… guarda la chiacchierata qui su youtube..

 

 

 

 

 

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