A Budapest,il tour di Rubik

un nuovo tour di inizio primavera, sulle tracce di uno dei giochi più famosi del mondo, incredibilmente made in Hungary, il cubo di Rubik

Annunci

                      Ci abbiamo giocato tutti da piccoli, e anche oggi i giovanissimi continuano a impazzire e a rigirarselo tra le mani.. l’elettronica c’era allora e c’è anche oggi, ma questo gioco è di una forma perfetta e ha tanti bei colori e si risolve con spettacolari movimenti, torsioni, giri su se stessi..

E’ un gioco che ha fatto storia.. c‘è la signora Schmitd di Dussendolf che ha chiesto il divorzio perché il marito era troppo impegnato a giocarci e la sera era stanco e poco affettuoso e l’ex sindaco di Manchester che ci si è slogato un pollice e c’è Patrick Bossert, che a 13 anni scrive un libro su come risolvere il gioco e vende più di un milione e mezzo di copie

cubo di Rubik Budapest tour

 E’ il giocattolo del secolo, il cubo di Rubik, ed è nato qui, a Budapest, a metà anni 70, e da poco è comparsa una bellissima ministatua sul lungodanubio di Buda proprio davanti al Parlamento e l’altra Budapest vi propone un tour di Budapest per raccontare sua incredibile storia

politecnico

Si parte dal ponte della Libertà, il ponte verde, il più bello di Budapest, tra terme Gellert e Mercato Coperto che te ne accorgi quando poi vai sulla collina del castello e li vedi tutti e 7 in lontananza.. uno dei punti migliori per le foto al tramonto a Budapest. Qui di fronte, sotto quelle belle cupole liberty, in quell’edificio lungo, bianco, neoclassico finesecolo, che ospita le aule del politecnico, uno dei principiali istituti scientifici d’europa, è qui che il giovane Ernő Rubik presenta il suo cubo, una sua invenzione per sviluppare la visione spaziale del suoi studenti del corso di design industriale: Una cerniera centrale attorno a cui ruotano 26 pezzi perfettamente incastrati, sembra un cubo formato da 3 strati di 9 cubetti, ognuno dei quali puo ruotare in maniera indipendente. pochi anni dopo sarebbe diventato il rompicapo del secolo, venduto per oltre400 milioni di pezzi e avrebbe fatto impazzire il mondo.. fino a diventare uno dei simboli ungheresi piu famosi di sempre…

solo poi si accorge di come sia difficile ritornare al punto di partenza “era un codice creato da me stesso che nn riuscivo piu a decifrare” Ci mette un mese per trovare la soluzione, partendo dai vertici e arrivando al centro. Si rende conto di essere davanti a una bella sfida logica, ne parla a lezione, è un concetto di teoria dei gruppi, piace molto agli studenti….

Pensa al cubo come una piccola scultura, mobile, una specie di opera di artigianato, difficile fare il prototipo, la fa in legno perchè è un materiale che puo lavorare lui stesso.. all’interno tutto unito da elastici. Le facce non sono dipinte, lo fa solo in seguito cosi può tener traccia di ogni spostamento, ci mette degli adesivi.. diventa affascinato dalle combinazioni casuali di colori che riesce a generare

rumbach utca

.. due fermate di tram e siamo nel cuore del quartiere ebraico, tra la sinagoga di Dohany utca e quella di Rumbach utca appena restaurata c’è un grande murales di quelli da grande città che lo ritrae, ci dice che ci sono 41 quintilioni (milioni di milioni di milioni) di combinazioni e che si può sempre risolvere, anzi il bello come dice Rubik è che “c’è sempre una soluzione e anche più di una, ognuno può trovare la sua strada.

L’avevano rifiutato 40 aziende di giocattoli, era considerato troppo complesso come gioco e troppo caro da produrre. Per convicerli la tattica giusta è stata èportarli a Budapest, dove era gfià un fenomeno di costume nella budapest fine anni 70 e la gente cercava di risolvere il gioco in bar, tram, ristoranti, dove stiamo camminando oggi in questa assolata mattinata di Febbraio.

Era un successo magiaro, ci giocavano tutti, ma erano anche anni particolari, di guerra fredda e chiusura politica. Ci fermiamo in uno dei bei caffè finesecolo di Budapest, dove una visita di Budapest deve necessariamente fermarsi, tra arredi lussuosi, caffè nero di Pest, incontri d’amore e di lavoro, ricordi degli scrittori.. è qui che un uomo d’affari (si chiamavano così una volta) ungherese che vive a Vienna, nota nelle mani di un cameriere un cubo magico colorato, glielo compra a peso d’oro e il giorno dopo lo porta alla Consumex, ente per il commercio estero, e chiede i diritti del cubo per il mercato straniero, ottenuti dopo molte insistenze. Incontra Rubik in persona e si fa spiegare la soluzione, necessaria secondo lui per la commercializzazione. Alla fiera del gioco di Norimberga, la più importante fiera del settore in europa, ci va senza prendere uno stand, ci va solo e giocherella col cubo e ottiene l’attenzione di tutti quanti. Due anni dopo lo commercializza nel mondo l’Ideal toys, quella del Teddy Bear, in profonda crisi.

Vigado Pest

(E. Rubik) “è una forma antichissima, la forma del cubo. Nel cubo magico riesce col rapporto tra rotazioni di facciate e mescolanza di colori le dà un nuovo significato. Una straordinaria ricchezza simbolica. Insomma è un oggetto magico, complesso e semplice a un tempo”. Un’opera d’arte.

Siamo sul lungodanubio di Pest, proprio dietro alla piazza dei mercatini di Natale e di primavera, qui dietro c’è il Vigadó, un gran bel palazzo di architettura romantica (esiste anche questa), qui ci han suonato Bartok e Mahler, distrutto dalla guerra, ricostruito solo nel 1980 ,che subito fece da nuova grande location il 5.2.1982 per il primo campionato del mondo del cubo di Rubik, dove un italiano era gran favorito nelle prove ma arrivò nono, l’ungherese terzo, per la cronaca vinse un vietnamita col tempo di 26 sec. Oggi il campione in carica lo fa in 3,47.. Rubik stesso non ci ha mai messo meno di 1 minuto

DSCN5277Ci muoviamo sul mitico tram 2, corriamo attorno all’ufficio brevetti, al parlamento ungherese.. ci dirigiamo a Obuda, il terzo distretto, con la HEV, la metropolitana leggera, alla nostra destra il verde dell’isola Margherita, poi l’isola del Sziget Fesztival. Siamo in periferia ma nn tanto, quanto basta per trovare sotto il ponte di Ujpest l’inizio del fiume selvaggio, alberi, natura, paperelle, una canoa che avanza piano. Ci si può steendere sotto un albero sul greto del fiume, il Danubio manco fossimo sull’appennino, sui ciotoli..

è la loro forma arrotondata che dette l’idea del fulcro del cubo, il perno rotondo, su cui tutti i cubetti possono ruotare perfettamente,

.. alle spalle di quest’oasi verde spiccano le guglie rosa quasi come un chiesa ortodossa dell’ex centrale del gas, le guglie sono rimaste, il resto è un parco tecnologico. Se volete farvi selfie con la statua di Steve Jobs siamo nel punto giusto. O se volete vedere un grande cubo di Rubik alto 10 metri…

DSCN2708

Se vieni in visita a Budapest e cerchi una guida turistica diversa dalle altre contattami per un tour della città, per un bel tour di Rubik, un tour Budapest classica, il tour del quartiere ebraico, della Budapest liberty o  per un tour su misura solo per te.

One thought on “A Budapest,il tour di Rubik”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...