Le trasfigurazioni di Picasso, in mostra a Budapest

PROROGATA FINO AL 31 AGOSTO…

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Se siete in procinto di venire in vacanza a Budapest, non perdete la grande mostra: “Picasso – trasfigurazioni” allestita presso le sale della Galleria Nazionale Ungherese, ed aperta fino al 31 luglio..

Ci sono ancora due settimane abbondanti per visitare questa che è certamente una delle più belle mostre del 2016 nelle grandi capitali europee, oltre 100 opere del più grande pittore del XX secolo, e soprattutto 100 opere importanti: non come troppo spesso capita qualche disegno o opera minore neanche ad olio (per di più di un artista noto per la sua estrema prolificità), ma 100 opere arrivate in prestito dalle più grandi collezioni mondiali di Picasso, ad iniziare dal Museo Picasso di Parigi, che ne ripercorrono l’intero arco del suo lavoro dalla “ragazza a piedi nudi” dipinta a 14 anni, fino agli straordinari, enormi, coloratissimi quadri dipinti a novant’anni suonati.

L’occasione è stata la chiusura, fino al 2018, del più grande museo di Budapest: il Museo di Belle Arti, adagiato su un lato di Piazza degli eroi, con le sue collezioni in giro per i musei d’europa (prima tappa è stata Milano) ed importanti scambi di opere con le maggiori istituzioni museali internazionali.

Trasfigurazioni è il titolo della mostra e la prima trasfigurazione in cui ci imbattiamo appena entrati nelle sale dell’edificio A del palazzo reale di Buda, è quella del corpo stesso di Picasso, il suo corpo  in una serie di (auto)ritratti fotografici nei vari studi parigini, francesi spagnoli in cui l’artista era all’opera, quasi 70 anni di selfie d’antan, in posa, col busto muscoloso sempre in mostra, ostentato, o con la maglia a righe e il virile cranio lucido.

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La grande mostra su Picasso è la grande mostra della pittura del XX secolo: dagli inizi classici alla rivoluzione del cubismo analitico, con due delle sue opere simbolo: “l’uomo col mandolino”, defromato, in mille piani, come in uno specchio rotto, e quasi monocromatico, il colore cede posto all’urgenza strutturale e il chiaroscuro viene impiegato contro la sua stessa natura, per creare il minor rilievo possibile” e il “ritratto di Ambroise Voillard” (direttamente dal museo Puskin di Mosca), Voillard famoso gallerista parigino e amico personale di Picasso, sembra come uscito da un manifesto di un film di Tarkovsky, il volto come esploso in mille frammenti  eppure un vero autentico ritratto, fisico, ma anche psicologico, che un bambino appena lo vide esclamò senza esitaizoni,ma è Voillard…

Il periodo cubista durò pochi anni, seguì il ritrono all’ordine, alla linea classica, ancora piu per Picasso che visse tra gli splendori antichi di Roma, dove segue Cocteau e il balletto russo, e la etoile Chocova, figlia di un emigrè russo, sposata nel ’18.

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Il ritorno all’astrazione si ha nella sala della fase surrealista, con la pazzesca tela “Il bacio” scordiamoci l’eleganza di Klimt di pochi anni prima, in Picasso è l’esaltazione dell’amore libero, della carnalità, degli organi sessuali che pendono, l’unica bocca dei due amanti, le linee assurde e contorte dei loro corpi, i rosa e rossi sgargianti, forme  tribali, africane o dell’Oceania, nuova linfa per l’arte europea.

e se associamo invece Picasso al suo quadro più famoso, Guernica, la mostra propone il famoso mediometraggio del giovane Alain Resnais (quello di Hiroshima mon amour) sulla strage del villaggio e sull’opera dell’artista, con i particolari del quadro ingranditi sotto un montaggio incalzante e musiche stridenti 900 storico, preceduta da una dei quadri della serie  “Donna che piange”.

Dopo la guerra, il bisogno di ritornare alle origini, dipingere con gli occhi di un bambino soggetti innocenti, giochi, campagne e poi le grandi tele degli ultimi anni, controni decisi, cavalieri, tori, soldati, perchè la vita è un gioco

P.S. per tutti nel nostro immaginario collettivo l’artista (e quindi Picasso) è sinonimo di  vitalismo, avventura ed eccentricità, ma per un ungherese non più teenager ancora di più.. Qui negli anni 80 ebbe un successo clamoroso un film commedia svedese (si) “le avventure di Picasso”. Lo posto qui giu, è in ungherese, ma si può ridere comunque..

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