I capolavori delle avanguardie degli anni 20 e 30, in mostra gratis, all’Accademia di Belle Arti

Se ti piace l’arte moderna, il fascino delle avanguardie e i quadri in cui il figurativo pian piano cede il passo ad altre suggestioni, se come Kapuściński  credi che l’arte anticipi la storia, che gli artisti avvertano prima i cambiamenti e i sobbalzi della storia e ne interpretino gli umori e la sensibilità.., l’altra Budapest ti consiglia, mentre cammini sull’Andrássy út, di dare un’occhiata alla mostra presso le sale espositive dell’Accademia di belle arti, (Magyar Képzőművészeti Egyetem) visitabile fino al 21 Gennaio ad  Andrássy út 69–71.

Il Decennio della Riforma: l’accademia di belle arti tra il 1920 e il 1932

qualche opera significativa dei maestri esposti.., sul motore di ricerca dell’Accademia molte altre opere, in grande… qui http://www.hung-art.hu/index-en.html

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Avanguardie, espressionismo, modernismo, nell’Ungheria che aveva perso 2/3 del suo territorio dopo la prima guerra mondiale, che aveva vissuto l’esperienza della Repubblica dei Consigli, la prima Repubblica Socialista fuori dall’URSS, e poi la reazione autoritaria dell’ammiraglio Horthy che guiderà il paese fino al 43.

Anni in  cui il pensiero dell’arte era il Rinnovamento e la Rinascita, e in cui l’arte divenne, come la scena pubblica, un campo di battaglia tra pensieri e movimenti opposti. 140 opere che portano l’arte centroeuropea verso la Modernità. Più di 200 tra dipinti ad olio e grafica da 11 musei statali e varie collezioni private con opere dei maestri insegnanti della scuola: István Réti, uno degli esponenti del realismo romantico conquadri che esaltano l’Alfold, la grande pianura ungherese che porterà gli studenti verso l’espressionismo realista, István Csók e János Vaszary, che li accosteranno al le avanguardie cubiste, all’astrattismo, al futurismo, Gyula Rudnay uno dei fondatori della scuola di Szentendre, Oszkár Glatz, e dei loro allievi.

opere in cui si vede l’inquietudine del periodo, una figura maschile con un maglione rosso e un donna di spalle, scura, sullo sfondo, nell’opera di Deli Antal, “una natura morta di periferia” cubista  (in ungherese natura silenziosa) di Schubert Erno, paesaggi espressionisti di Benevszky Miklos, un autoritratto sconvolgente con un volto giallo verde di Czillich Anna (dalla Galleria Nazionale Ungherese), non da meno una crocifissione che richaima Cristo sul monte degli ulivi di el greco, con un vento che torce gli alberi, porta con sè uomini e cavalli e colori innaturali.

L’Ungheria era entrata nel suo periodo reazionario, dopo il saggio di fine anno degli allievi dell’accademia e dei maestri d’arte del 28, il governò emanò severe direttive per portare  l’arte degli allievi su un piano conservatore e nazionale e stroncare le derive moderne e cosmopolite. Nel 1931 Csok e Vaszary subirono un processo che ebbe vasta eco sui giornali, poi furono costretti alle dimissioni.. (per fortuna che so leggere l’ungherese e la piccola spiegazione all’inizio..)

E’ anche una buona occasione per vedere cosa nasconde Budapesr dietro qualche palazzo scuro dalla facciata imponente, un palazzo meraviglioso, stucchi, marmi, colonne, controsoffitti affrescati, un ottimo posto per opere d’arte…

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